RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA

Sono diverse le patologie neurologiche, progressive o meno, che portano a perdere competenze motorie e funzionali, quelle di cui mi sono maggiormente occupato sono esiti di ictus, mielolesioni, M. di Parkinson, atassie.

La riabilitazione in seguito ad eventi neurologici acuti ha diversi obiettivi, il principale è il recupero dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana.

Si cercherà quindi il recupero motorio, il recupero della funzione specifica e l’inserimento delle competenze funzionali nella vita e nella casa del Paziente.

Si troveranno strategie per arrivare all’autonomia personale anche in presenza di deficit motori permanenti.

Verranno affrontate insieme al Pz le difficoltà relative ai passaggi posturali e ai trasferimenti (ad es. letto-carrozzina), le modalità migliori per camminare o scendere le scale, etc.

Nel caso di persone con patologie neurologiche croniche o progressive l’obiettivo solitamente è il mantenimento o la stabilizzazione delle condizioni motorie e funzionali che la ridotta attività motoria tenderebbe a far peggiorare, con il rischio di vedere ridotte le competenze nelle varie attività di vita quotidiana (camminare, alzarsi-sedersi in maniera autonoma, vestirsi, etc).

Ictus cerebrale

Riassunto di un trattamento

La Sig.ra Edvige nel 2002 fu colpita da un grosso ictus cerebrale che rese il suo corpo emiplegico (parte destra del corpo paralizzata), ed essendo coinvolto l’emisfero cerebrale sinistro anche la parola fu compromessa. Dopo un iniziale ricovero in ospedale la Sig.ra fece ritorno a casa. Le capacità motorie erano alquanto deficitarie, la posizione seduta poteva essere mantenuta solo con aiuto di una persona, la parte destra del corpo non aveva movimento volontario, gli arti superiore ed inferiore presentavano una forte spasticità e la spalla destra era molto dolente. Nei casi di una neurolesione con deficit motori il rientro a domicilio è solitamente molto impegnativo sotto tanti punti di vista e va affrontato con grande attenzione. Le attività di vita quotidiana che prima dell’evento patologico erano normali e automatiche diventano delle montagne da scalare, da riconquistare: alzarsi da letto ed andare in bagno, sedersi su un wc, camminare autonomamente sono attività funzionali che il Paziente inizialmente non riesce a svolgere, a volte nemmeno con l’aiuto di una persona. La riabilitazione neuromotoria avrà quindi due macro aree sulle quali concentrarsi: il recupero strettamente motorio ed il recupero della funzione, aspetti che spesso nella seduta di riabilitazione si intersecano e si condizionano a vicenda. Con la Sig.ra Edvige fu fatto inizialmente un lavoro intenso sul controllo del tronco da seduta, tale controllo le permise ad esempio di migliorare l’autonomia nello sdraiarsi-alzarsi da letto e nell’ andare in carrozzina. Il controllo del tronco rappresenta anche la base sulla quale il fisioterapista può impostare il lavoro sul mantenimento della stazione eretta e sulla deambulazione. Nel caso della Sig.ra Edvige, in sei mesi di lavoro a cadenza trisettimanale , grazie anche alla partecipazione del marito e alla forza di volontà della Signora, fu possibile la ripresa del cammino con un bastone e una persona vicino. Nei successivi mesi il cammino diventò autonomo, ossia con il solo bastone (tetrapode). Inoltre la Pz. era in grado di alzarsi e di sedersi da sola da una sedia, dal wc e dal divano e di fare le scale con l’aiuto del marito.

Il mio lavoro di fisioterapista con la Paziente in fase acuta è durato circa un anno al termine del quale, un paio di volte all’anno, sono stati eseguiti dei trattamenti per contrastare gli effetti negativi della spasticità e della carenza di movimento, che avrebbero potuto farle perdere ciò che faticosamente si era riconquistata. Attualmente la Sig. Edvige, utilizzando anche la carrozzina, prende aerei e va in crociera tutti gli anni.

 

La Sig.ra Edvige a  tredici anni dall’ictus

La Sig.ra Edvige a tredici anni dall’ictus

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