La riabilitazione ortopedica interessa un numero elevato di patologie ortopediche, reumatiche e di eventi traumatici.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

riabilitazione

La riabilitazione ortopedica interessa un numero elevato di patologie ortopediche, reumatiche e di eventi traumatici.
La mia esperienza e la mia formazione si indirizzano principalmente su fratture dell’arto superiore (ad es. omero, radio, clavicola, polso), fratture dell’arto inferiore (ad es. femore, tibia, calcagno), fratture vertebrali e di bacino.

Mi occupo inoltre della riabilitazione in seguito ad interventi chirurgici alla spalla (ad es. per lesione della cuffia), alla mano, alle articolazioni dell’arto inferiore (ad es. protesi dell’anca, protesi di ginocchio, menischi, legamenti) e alla colonna vertebrale.

Per giungere ad una corretta e precoce guarigione già dopo pochi giorni dall’intervento è possibile, anzi consigliabile, iniziare un percorso riabilitativo nel rispetto dei tempi fissati dal medico chirurgo.

In ognuna di queste situazioni , il momento in cui il trauma è stabilizzato o nel caso di intervento, l’immediato post chirurgico, sono caratterizzati da una ridotta possibilità di movimento del distretto interessato e dell’ intero corpo , con riduzione di articolarità, di forza muscolare e di competenze funzionali (ad esempio difficoltà nell’ alzarsi dal letto o da una sedia, nel vestirsi, camminare e fare le scale).

A queste difficoltà si aggiunge il dolore, inizialmente molto presente, nei confronti del quale il fisioterapista dovrà adottare tutti gli strumenti a sua disposizione per contenerlo fino alla completa scomparsa.

Queste difficoltà perdureranno per un periodo variabile a seconda dell’entità del trauma, del tipo dell’intervento chirurgico effettuato e delle condizioni generali della persona.

La riabilitazione ha inizialmente come obiettivi la ripresa dei movimenti articolari più semplici, il graduale recupero della forza muscolare e la riduzione del dolore.

Allo stesso tempo, per quanto possibile, si lavorerà sulla ripresa delle autonomie e dei movimenti funzionali della persona.

Successivamente il lavoro riabilitativo diventerà più intenso fino al recupero completo della zona trattata e del sistema corpo in toto.

Una delle capacità del fisioterapista riguarda la corretta gestione delle fasi riabilitative e dei protocolli ortopedici e fisiatrici.

Occorre far lavorare il Paziente al massimo delle proprie potenzialità ma senza sovraccaricarlo, condurre la persona passo per passo al miglior recupero fisico e funzionale possibile.

I trattamenti solitamente comprendono mobilizzazioni passive, esercizi attivi, esercizi propriocettivi, massaggio, rinforzo muscolare specifico, esercizi per le autonomie personali e per il recupero funzionale.

Molto spesso è utile l’applicazione del taping neuro-muscolare e/o l’utilizzo della tecarterapia.

La Sig Franca spalla- ortopedico

Riassunto di un trattamento

mobilizzazione-passiva-spalla-corretta

La Sig.ra Franca si è procurata una frattura pluriframmentaria del collo omerale del braccio destro inciampando e cadendo per strada. Dopo pochi giorni è stato effettuato un intervento chirurgico di osteosintesi con placca e viti e le sono stati prescritti cinquanta giorni di immobilizzazione con tutore. Dopo un periodo di ricovero in ospedale e in casa di cura, la Pz. fa ritorno al domicilio con indicazione ortopedica di iniziare la mobilizzazione della spalla e una graduale riabilitazione.

Alla prima seduta la Sig.ra presenta l’ arto superiore operato con una ridotta articolarità (R.O.M.) in flessione anteriore , abduzione , estensione e nelle rotazioni dell’omero; atteggiamento in semiflessione del gomito; rigidità della scapola; ipostenia , ipotrofia e contrattura alla muscolatura dell’arto superiore operato , in particolare dei muscoli propri della spalla. Per la Pz. muovere il braccio autonomamente è praticamente impossibile e doloroso.

Il trattamento riabilitativo inizialmente prevedeva mobilizzazioni passive alle articolazioni scapolo-omerale(spalla), scapolo-toracica e al gomito per migliorare il range articolare; massaggio decontratturante alla muscolatura della scapola e della spalla per ridurre il dolore e agevolare il movimento; massaggio di scollamento della cicatrice operatoria per ridurre le aderenze ai tessuti sottocutanei e renderla maggiormente morbida; taping neuromuscolare a scopo drenante; graduali esercizi attivi assistiti per iniziare a recuperare tono e trofismo muscolare.

Successivamente, ridottosi il dolore e recuperato parte del movimento passivo alla spalla, sono stati aggiunti esercizi di rinforzo muscolare con pesetti ed elastici a carichi gradualmente crescenti. Contemporaneamente si è continuato a lavorare sul recupero articolare per arrivare al miglior livello possibile pur sapendo che a causa della complessità della frattura e dell’intervento, non si sarebbe raggiunto un recupero completo del range articolare.

Infine sono stati proposti semplici esercizi di rieducazione propriocettiva per la spalla in catena cinetica aperta ma soprattutto in catena cinetica chiusa ed esercizi che riproponessero gesti funzionali come ad esempio pettinarsi .

Il programma riabilitativo è stato svolto le prime settimane tutti i giorni poi tre volte a settimana. Quando le condizioni cliniche lo permettono è molto importante lasciare ai Pz. semplici esercizi da effettuare nei giorni in cui il fisioterapista non è presente: in questo specifico caso la Sig.ra Franca non è stata molto collaborante in quanto ha eseguito saltuariamente gli esercizi che le avevo indicato. Pertanto l’iter riabilitativo è durato circa un mese in più di quello che avevo preventivato, comunque con il raggiungimento degli obiettivi attesi.

esercizio-attivo-con-supervisione
esercizio-attivo-con-supervisione

Esercizio attivo con supervisione.

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